mercoledì 2 dicembre 2015

Pitta 'mpigliata o Pitta 'nchiusa


2 Dicembre - L'Italia nel piatto: Ricette natalizie




E siamo già arrivati a Natale. Ed eccoci qua con il nostro gruppo a parlare di piatti natalizi tipici delle varie  regioni, stavolta io presenterò una  golosità unica che non manca mai sulla mia tavola. In  Calabria è uno dei dolci natalizi più diffuso: ecco la Pitta 'nchiusa o Pitta 'mpigliata. Pitta 'nchiusa è il nome che troviamo nel catanzarese e nel crotonese per eredità etimologiche arabe ed ebraiche; pitta 'mpigliata è tipico invece del cosentino e di San Giovanni in Fiore in particolare, il borgo silano nel quale probabilmente ebbe origine intorno al 1700. Sono state trovate infatti tracce di questo dolce in un documento notarile risalente al 1728. In quell'anno venne stipulato un contratto di matrimonio tra il benestante Battista Caligiuro e i coniugi Giaquinta che acconsentirono a dargli in sposa la propria figlia a condizione che " ...a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà offrire la pitta 'mpigliata preparata anzitempo curando che la stessa sia di finezza  giusta ". Ancora oggi c'è chi  considera la Pitta 'mpigliata un dolce nuziale, ma in generale è un dolce natalizio e in alcune zone anche pasquale. Possiamo  quindi affermare che la Pitta è un cibo di festa, oltre che una vera e propria opera d'arte per la sua forma somigliante ad un bouquet di piccole rose che racchiudono al loro interno i profumi e i sapori della cucina mediterranea. Certamente non è un dolce di facile realizzazione e richiede tempi piuttosto lunghi, però considerato il risultato finale vale la pena di cimentarsi nell'impresa.




Ingredienti
Per la pasta sfoglia
un bicchiere di olio d'oliva
un bicchiere di vino moscato bianco
2 uova
500 gr di farina 00
una bustina di lievito 
un pizzico di sale




Per il ripieno
150 gr di noci
150 gr di mandorle spellate e tostate leggermente
100 gr di fichi secchi
100 gr di uva passa
200 gr di miele, io di zagara
un cucchiaio di zucchero
un pizzico di cannella
5/6 chiodi di garofano
buccia di mandarino calabrese





Procedimento
Farcia: tagliuzzate la frutta secca e mettete l'uva passa in una ciotola con acqua tiepida. Tenetela per 30 minuti, quindi scolatela e strizzatela bene. Frullate nel robot la cannella, i chiodi di garofano e la buccia di mandarino. Fate sciogliere sul fuoco il miele con lo zucchero, unite gli altri ingredienti amalgamandoli fra loro. Spegnete il fuoco e fate riposare la farcia per un giorno.
  Pasta sfoglia: fate riscaldare insieme, senza farli bollire, l'olio e il vino; quando il liquido è tiepido versatelo in una ciotola e aggiungete la farina, le uova, il lievito e un pizzico di sale. Lavorate bene fino ad ottenere un impasto compatto ed elastico. Fate riposare il panetto, coperto con un tovagliolo, per qualche ora. Dopo questo tempo dividete l'impasto in tre parti e con il mattarello ricavate una sfoglia rotonda e due rettangolari. Prendete la sfoglia rotonda e adagiatela in uno stampo rotondo imburrato e infarinato. Cospargete la sfoglia con un pò di miele sciolto con un goccio d'acqua e con  quel trito di mandarino, cannella e chiodi di garofano.




Assemblamento
Prendete le sfoglie rettangolari e con un tagliapasta ricavatene delle striscioline. Disponete su ognuna il ripieno e arrotolatele su loro stesse, come una rosa. Mettete le roselline in cerchi concentrici sulla sfoglia rotonda, aprendo leggermente il bordo superiore. Una volta riempita la teglia ( la mia è di 28 cm ) sollevate i bordi della base facendoli aderire alle roselline. Perchè questa fase venga bene si è soliti avvolgere la pitta con dello spago da cucina. Spennellate la pitta con il miele ed infornate a 180° per 50 minuti circa, o comunque fino a quando il dolce non avrà un bel colore dorato. Appena cotta sfornatela e fatela raffreddare completamente prima di servirla.
La pitta è comunque un dolce che si mantiene per parecchi giorni. 











La Pitta 'mpigliata può avere anche questa forma a chiocciola oppure a ferro di cavallo.





E adesso vediamo cosa bolle in pentola nelle altre cucine

 Valle d'Aosta

Piemonte - Il torrone alle nocciole

Liguria - Ravioli di pesce

Lombardia - Bignolata mantovana

Trentino Alto Adige

Veneto

Friuli Venezia Giulia - Buaidnik


Toscana - Cavallucci e berriquocoli di Siena

Umbria-  Pinoccate

Marche I cavallucci di Apiro

Abruzzo " Celli Pieni"dolci tipici della tradizione abruzzese 

Molise

Lazio: Ceciaroli

Campania

Basilicata Crispi lucani

Calabria Pitta mpigliata o pitta nchiusa

Puglia: Sannacchiùdere

Sicilia: non partecipa

Sardegna - Pan'e Saba 


20 commenti:

  1. Hai preparato un dolce meraviglioso. Dall'aspetto al gusto "parla" di tipicità e di tradizione. Voglio rifarlo!

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  2. Ti è venuta perfetta io non l'ho mai amato ma mio papà la adora. ..sicuramente la rifarò complimenti

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  3. Pur di vedere la tua ricetta ci sono entrata da qui:-)))) ( dal link non mi faceva accedere). Chiamo subito mia mamma e gliela faccio vedere, magari domenica la prepariamo. Bravissima come sempre Barbara. Ti abbraccio forte

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  4. ADORO I PIATTI DI TRADIZIONE, ASSOMIGLIANO A UN DOLCE CHE PREPARA ANCHE MIA SUOCERA IN PUGLIA,CHISSA' CHE BUONO!!!BRAVA!!!BACI SABRY

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  5. Deve essere molto buono vengo a prenderlo da te :-D magari...
    Alla fiera di Trieste c'è uno quest'anno che vende l'n'duja in una confezione chiusa in plastica. Cosa dice l'acquisto......
    La metterei in un vaso di vetro coperto d'olio buono ma in frigo prendendo ogni tanto un pò per un sughetto o altro marito non deve assolutamente nulla di piccante sarebbe solo per me che ne dici??
    Ciaooo buona serata,

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  6. Certo Edvige mettila in un vaso di vetro sempre coperto d'olio, oppure dividila in piccole porzioni e mettila sottovuoto. ..Magari venissi, sarei contenta o magari è facile che mi faccia io un viaggetto visto che sono in pensione. Vediamo... Un abbraccio

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    1. Grazie metterò nel vaso è più facile per me conservare. Ciaoooo

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  7. Ma che meraviglia, bella da vedere e immagino di un buonoooo... !

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  8. Davvero il tempo volaaaa e questa ricetta e' una golosita' da provare grazieeee!!!

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  9. Ciao Barbara quante storie di tradizione che scopro sempre da te ;)! Per noi questo e' un dolce tipico pasquale invece, solo una volta mi sono cimentata a prepararla con mia mamma ed il risultato poteva andare :)! Ricordo invece che da piccola rimanevo affascinata a vedere mia zia girare tutti quei nastri di pasta per creare una rosa gigante e poi rubavo qualche mandorla che fuoriusciva qua e la'! Visto la preparazione lunga, di solito la compriamo da signore di fiducia e ce la gustiamo un pezzettino piccolo alla volta per non finirla in fretta ;)! Bellissima la tua in questa forma! Un bacione e buona giornata Luisa

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  10. Caspita che spettacolo! Complimenti, mi piace molto. Altro che dolci natalizi comprati pieni di assurde farciture!

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  11. Deve essere molto goloso! Si presenta anche benissimo, semplicemente stupendo
    Bacioni
    Alessandra

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  12. Che meraviglia! Adoro questo dolce!

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  13. Cara Barbara, un dolce sicuramente buonissimo e originale, interessantissimo anche per la storia che c'è dietro, che ho letto veramente con piacere. Inoltre il suo aspetto è troppo bello, sembra davvero un bouquet di piccole rose...bravissima come sempre, ti faccio i miei più sinceri complimenti:)).
    Un bacione:))
    Rosy

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  14. Mamma mia, questo fantastico dolce non lo conoscevo... grazie della condivisione!!!!

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  15. I tuoi dolci sono favolosi, Barbara, ricordano le nostre cartellate col miele o col vin cotto Bravissima come sempre!
    Buon fine settimana!
    Kiss

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  16. Non conoscevo questo dolce che, oltre ad essere assolutamente nelle mie corde (perché ricchissimo di frutta secca, che io adoro) è anche molto bello e scenografico!

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  17. davvero molto ricco questo dolce, ideale per le feste natalizie, colmo di tutte le bontà tipiche della vostra zona... sempre bravissima, ci viuole una certa manualità per fare questa ricetta...non è da tutti! buone feste!

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  18. che bella questa ricetta, una vera opera d'arte, complimenti.
    Un bacione e buone feste
    Miria

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